GENNAIO 2018
#81
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Io sono dell'87 e la prima nevicata imponente che ricordo è stata quella del 5 gennaio '95
forse qualcuno più grande di me potrebbe ricordare quanta neve cadde, io che avevo 7 anni e non ho ricordi nitidi, ma facendo riferimento a qualche foto e avendo qualche ricordo sporadico, stimo sia stata verso il metro abbondante (tra l'altro caduto in pochissimo tempo).
[Immagine: archives-1995-1-5-0-1.png][Immagine: archives-1995-1-5-0-0.png]

la ionio low Heart
San Bartolomeo in Galdo (BN) 600 m.s.l.m.
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#82
Buongiorno...visto che siete in vena di ricordi, vorrei ricordare il mitico inverno 1978-1979... a Termoli la neve rimase al suolo (almeno a chiazze) dal 3 gennaio a fine mese...in più un ulteriore episodio nevoso gli ultimi 3 giorni di febbraio, che se ben ricordo era bisestile. Quando ho un po' di tempo scrivo la "telecronaca" dell'evento, per quello che riesco a ricordare, dato che facevo la terza media.
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#83
Ormai si vive di ricordi


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#84
Tornando al presente...

Modelli che fanno 1 passo avanti e 3 indietro. Vedremo, aspettiamo, tanto...da perdere c'è ben poco.
Campobasso
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#85
Dal 20 del mese in poi qualcosa potrà cambiare, ma ad oggi è meglio guardare giorno per giorno senza sbilanciarsi..
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#86
Mamma mia cosa avete ricacciato mò, il gennaio 1993! E chi se lo dimentica, l'inverno 92/93 a Termoli è stato uno dei migliori in assoluto! Nevicò in ben 5 occasioni: 27 dicembre (spolverata), 2/4 gennaio (circa 40 cm complessivi), 22/26 febbraio (circa 30 cm complessivi), 5 marzo (spolverata), 28 marzo (fiocchi senza accumulo). Inoltre, l'inverno 92/93 a Termoli chiuse con circa 75 cm complessivi di accumulo, praticamente 10 volte oltre la media. Infine, come frequenza di occasioni nevose rimane ancora imbattuto (al secondo posto l'inverno 98/99 che portò 4 perturbazioni nevose), mentre il record di giorni consecutivi con comparsa di precipitazioni nevose (5 giorni consecutivi in febbraio) è stato battuto lo scorso gennaio ove, pur se ha nevicato praticamente nulla, sono comparsi fiocchi di neve per 6 giorni consecutivi (dal 6 all'11).

La configurazione della notte del 2/3 gennaio 1993 rasenta la perfezione assoluta per il Molise orientale. Ricordiamo che, come dicevo ieri, per avere precipitazioni continue e persistenti sul nostro territorio è necessario avere un buon minimo o sul basso Tirreno, o sullo Ionio, o sul basso Adriatico. Se il minimo non c'è o è troppo a sud/est (Egeo, in stile gennaio 2017), allora entrano in gioco le correnti in quota (NE per avere stau all'interno, NW per avere adriatic effect su costa e entroterra). Chiaramente, più il minimo è a ovest (Tirreno), più si intensificano sia la quantità di precipitazioni sulla sua parte discendente che il richiamo caldo sulla sua parte ascendente, mentre più il minimo è a est (basso Adriatico), più avviene il contrario.

Il minimo sullo Ionio, se supportato da un'irruzione precedente veramente gelida (possibilmente sotto i -10° a 850 hPa), è la configurazione in assoluto migliore per accontentare tutti, anche noi di costa e entroterra versante sud/est. Ed è esattamente ciò che accadde tra il 2 e il 3 gennaio del 1993.

Tutto iniziò la mattina del 2, avevo 10 anni, ricordo che iniziò a nevicare a metà mattinata e non smise praticamente neanche un attimo per tutto il giorno, pur se accumulando poco, in stile nevicata termolese, 2/3 cm entro il calare del sole. Poi in serata la precipitazione divenne più seria, all'epoca vivevo in campagna nei pressi del torrente Sinarca, e ricordo che dopo cena osservavo da dietro i vetri di casa la neve che cadeva incontrastata sotto la vigna e ammantava tutto, in compagnia di mio papà, buonanima... "Papà ma quanta ce ne sarà secondo te?" "Eh cocco (spesso mio papà mi chiamava così da bambino), se continua così stanotte ne fa dieci cm!" Sulla ringhiera del balcone c'era già un buon manto, sarà stato sui 5 cm.

Andai a dormire contentissimo perché non avevo mai visto 10 cm di neve a terra in vita mia, per me nonostante fossi così piccolo il fatto di avere a casa mia un accumulo di neve a doppia cifra era un traguardo epocale, e con ogni probabiltà stavo per raggiungerlo! Per gustarmi l'eventuale sorpresa il giorno dopo, ebbi persino la lucidità di abbassare completamente la tapparella di camera mia, senza lasciare nessun foro visibile per la mattina dopo.

La mattina dopo, appunto, mi svegliai verso le 8 che la lampada del comodino non si accendeva: non c'era corrente. Buon segno, pensai... Al che, mi diressi verso la sala da pranzo, dove c'era mia mamma davanti al camino acceso. Mamma, conoscendo già la mia smodata passione per la neve, aveva accuratamente chiuso tutte le tende.

Chiesi "Mà... Ha nevicato stanotte?" Lei rimase qualche secondo a sorridermi prima di rispondermi "Siamo sommersi." E mi fece cenno di andare verso la tenda.

Se ci penso mi emoziono ancora oggi a ricordare cosa vidi in quel momento. Ma penso mi emozionerò per sempre.

Nevicava a fiocconi, fortissimo, con vento da N o NW, talmente forte che sembrava ci fosse la nebbia. Sulla righiera del balcone, che sarà stata larga 3/4 cm, si era formato un muro di neve che sarà stato alto boh, quanto un mio avambraccio (da bambino). E al di là di questo muro di neve, nel giardino la neve era talmente alta che quasi non si vedeva più la siepe. L'ingresso della cuccia del cane era metà ricoperto da un soffice cumulo bianco, così come il tettuccio che sembrava la miniatura di una baita di montagna. Era un trionfo bianco dappertutto, un dominio incontrastato, c'era solo lei.

Mi misi a saltare per la casa come un matto, svegliai tutti, non vedevo l'ora di andare a conoscere, finalmente, la mia Dama. E quando andai giù, non avendola mai vista la neve fondamentalmente (purtroppo del marzo 1987 ho solo qualche vago ricordo perché ero troppo piccolo), appena immersi la gamba nel manto bianco mi ritrovai per terra perché non ci sapevo camminare. La neve in giardino mi sfiorava il ginocchio da quanto era alta (ricordo che avevo 10 anni).

Smise di nevicare in tarda mattinata, accumulo circa 38 cm sotto il vigneto. Non dimenticherò mai quel giorno, in particolare non dimenticherò mai ciò che vidi quando aprii le tende della sala da pranzo. Smile
In avatar: rovescio nevoso in avvicinamento da mare su Termoli il pomeriggio del 16 dicembre 2010
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#87
gfs12h ritarda ancora l'entrata del freddo, però resterebbe in loco maggiormente grazie a una ottima elevazione azzorriana meglio messa.
San Bartolomeo in Galdo (BN) 600 m.s.l.m.
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#88
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(11-01-2018, 14:18)pietrowappo Ha scritto: Mamma mia cosa avete ricacciato mò, il gennaio 1993! E chi se lo dimentica, l'inverno 92/93 a Termoli è stato uno dei migliori in assoluto! Nevicò in ben 5 occasioni: 27 dicembre (spolverata), 2/4 gennaio (circa 40 cm complessivi), 22/26 febbraio (circa 30 cm complessivi), 5 marzo (spolverata), 28 marzo (fiocchi senza accumulo). Inoltre, l'inverno 92/93 a Termoli chiuse con circa 75 cm complessivi di accumulo, praticamente 10 volte oltre la media. Infine, come frequenza di occasioni nevose rimane ancora imbattuto (al secondo posto l'inverno 98/99 che portò 4 perturbazioni nevose), mentre il record di giorni consecutivi con comparsa di precipitazioni nevose (5 giorni consecutivi in febbraio) è stato battuto lo scorso gennaio ove, pur se ha nevicato praticamente nulla, sono comparsi fiocchi di neve per 6 giorni consecutivi (dal 6 all'11).

La configurazione della notte del 2/3 gennaio 1993 rasenta la perfezione assoluta per il Molise orientale. Ricordiamo che, come dicevo ieri, per avere precipitazioni continue e persistenti sul nostro territorio è necessario avere un buon minimo o sul basso Tirreno, o sullo Ionio, o sul basso Adriatico. Se il minimo non c'è o è troppo a sud/est (Egeo, in stile gennaio 2017), allora entrano in gioco le correnti in quota (NE per avere stau all'interno, NW per avere adriatic effect su costa e entroterra). Chiaramente, più il minimo è a ovest (Tirreno), più si intensificano sia la quantità di precipitazioni sulla sua parte discendente che il richiamo caldo sulla sua parte ascendente, mentre più il minimo è a est (basso Adriatico), più avviene il contrario.

Il minimo sullo Ionio, se supportato da un'irruzione precedente veramente gelida (possibilmente sotto i -10° a 850 hPa), è la configurazione in assoluto migliore per accontentare tutti, anche noi di costa e entroterra versante sud/est. Ed è esattamente ciò che accadde tra il 2 e il 3 gennaio del 1993.

Tutto iniziò la mattina del 2, avevo 10 anni, ricordo che iniziò a nevicare a metà mattinata e non smise praticamente neanche un attimo per tutto il giorno, pur se accumulando poco, in stile nevicata termolese, 2/3 cm entro il calare del sole. Poi in serata la precipitazione divenne più seria, all'epoca vivevo in campagna nei pressi del torrente Sinarca, e ricordo che dopo cena osservavo da dietro i vetri di casa la neve che cadeva incontrastata sotto la vigna e ammantava tutto, in compagnia di mio papà, buonanima... "Papà ma quanta ce ne sarà secondo te?" "Eh cocco (spesso mio papà mi chiamava così da bambino), se continua così stanotte ne fa dieci cm!" Sulla ringhiera del balcone c'era già un buon manto, sarà stato sui 5 cm.

Andai a dormire contentissimo perché non avevo mai visto 10 cm di neve a terra in vita mia, per me nonostante fossi così piccolo il fatto di avere a casa mia un accumulo di neve a doppia cifra era un traguardo epocale, e con ogni probabiltà stavo per raggiungerlo! Per gustarmi l'eventuale sorpresa il giorno dopo, ebbi persino la lucidità di abbassare completamente la tapparella di camera mia, senza lasciare nessun foro visibile per la mattina dopo.

La mattina dopo, appunto, mi svegliai verso le 8 che la lampada del comodino non si accendeva: non c'era corrente. Buon segno, pensai... Al che, mi diressi verso la sala da pranzo, dove c'era mia mamma davanti al camino acceso. Mamma, conoscendo già la mia smodata passione per la neve, aveva accuratamente chiuso tutte le tende.

Chiesi "Mà... Ha nevicato stanotte?" Lei rimase qualche secondo a sorridermi prima di rispondermi "Siamo sommersi." E mi fece cenno di andare verso la tenda.

Se ci penso mi emoziono ancora oggi a ricordare cosa vidi in quel momento. Ma penso mi emozionerò per sempre.

Nevicava a fiocconi, fortissimo, con vento da N o NW, talmente forte che sembrava ci fosse la nebbia. Sulla righiera del balcone, che sarà stata larga 3/4 cm, si era formato un muro di neve che sarà stato alto boh, quanto un mio avambraccio (da bambino). E al di là di questo muro di neve, nel giardino la neve era talmente alta che quasi non si vedeva più la siepe. L'ingresso della cuccia del cane era metà ricoperto da un soffice cumulo bianco, così come il tettuccio che sembrava la miniatura di una baita di montagna. Era un trionfo bianco dappertutto, un dominio incontrastato, c'era solo lei.

Mi misi a saltare per la casa come un matto, svegliai tutti, non vedevo l'ora di andare a conoscere, finalmente, la mia Dama. E quando andai giù, non avendola mai vista la neve fondamentalmente (purtroppo del marzo 1987 ho solo qualche vago ricordo perché ero troppo piccolo), appena immersi la gamba nel manto bianco mi ritrovai per terra perché non ci sapevo camminare. La neve in giardino mi sfiorava il ginocchio da quanto era alta (ricordo che avevo 10 anni).

Smise di nevicare in tarda mattinata, accumulo circa 38 cm sotto il vigneto. Non dimenticherò mai quel giorno, in particolare non dimenticherò mai ciò che vidi quando aprii le tende della sala da pranzo. Smile

...E ALLORA CARI AMICI...SE DI RICORDI DOBBIAMO VIVERE...CHE BEN VENGANO I BEI RICORDI....MA QUELLI BELLI DAVVERO...ANCHE SE CREDO STAVOLTA NEANCHE ALEX1969 PUO' DIRE: IO C'ERO!!! Smile Smile Smile

SIGNORE E SIGNORI...MONTENERO DI BISACCIA, ZONA MADONNA (ALT.CIRCA 200 MT) FEBBRAIO 1956...


Allegati Anteprime
   
montenero di bisaccia (alt.273 mt. slm)
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#89
Ricordiamo anche il febbraio 2012


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#90
(11-01-2018, 18:51)Mario Ha scritto: Ricordiamo anche il febbraio 2012


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del febbraio 2012 le foto ci sono a tonnellate....del febbraio del 56 non credo
montenero di bisaccia (alt.273 mt. slm)
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